Quando  mi e stato chiesto un' introduzione per  il sito di Raimondo Bonamici, ne sono stato compiaciuto e appagato. Appagato perché mi sono sentito scelto per presentare  un’artista che sinceramente stimo, quando  Marcello Venturoli mi parlava di Bonamici diceva, parlare con lui d’arte  e un vero piacere, aveva ragione, colgo così l’occasione per   testimoniare il mio apprezzamento.
Il nome di Bonamici  non è tra quelli che continuamente ricorrono nelle rassegne d’arte e fastosità della critica d'arte.
Bonamici non è  uno che si esalta da  persona di primo piano, ma di un protagonista nell'ombra, paziente, se è per questo: testimone ininterrotto e brillante di alcuni decenni di storia dell'arte contemporanea in Italia, autore di opere ben note e apprezzate anche internazionalmente in cui alcune testimonianze sono raccolte  in queste pagine web.
Bonamici  assiste  allo spettacolo dell'arte (ed anche alle sue mischie, non sempre confortanti)  da un suo habitat  appartato, un ambiente pieno di saggezza, di sensibilità; realizza le sue opere con  autenticità di chi tiene un diario e con la potenza creativa di chi crea una relazione con l’arte ma anche con la concretezza di chi conosce e comprende le cose dell'arte con la semplicità, la varietà e la sorpresa, e che riflette l'essenza stessa, inventiva e libera dell'arte, essenza di verità, di piacere, di autonomia.
Bonamici è un’artista che lavora  con autentica e felice naturalezza, è anche umiltà, e l'umiltà è la forza che, nel confronto con l'arte, gli consente di non umiliarsi ne disorientarsi. (...)

                                                                                                                                                                                        Giorgio Segato
 

                                                                                  

                   

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Raimondo Bonamici